Mental Health Apps Library e Big White Wall: la digitalizzazione della salute

maggio 12, 2015 in Mobile pharma di Oscar Lambrughi

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Nuovi strumenti a servizio dell’e-mental health

Abbattere gli ostacoli che derivano dalla terapia tradizionale, migliorando l’accessibilità dei servizi sanitari: è questo l’obiettivo che si è posto il sistema sanitario inglese (NHS) attraverso il recente lancio della Mental Health Apps Library, la prima repository di app rivolta ai soggetti afflitti da patologie mentali (depressione, ansia e stress in primis) e il sostegno al servizio Big White Wall.
Per quale motivo l’attenzione dell’NHS si è concentrata su questo aspetto? Facciamo il punto.

23° Congresso dell’Associazione Europea di Psichiatria (Epa)
Sono circa 165 milioni le persone attualmente colpite da disturbi mentali in Europa (su un totale di 514 milioni ovvero circa il 38% della popolazione europea) con un impatto economico stimato di circa 798 miliardi di euro. Sono questi i dati che provengono dal 23° Congresso dell’Associazione Europea di Psichiatria (Epa), un summit che ha visto riuniti lo scorso marzo a Vienna oltre 78.500 psichiatri ed esperti provenienti da tutto il mondo per parlare di patologie psichiatriche. Al primo posto (in termine di frequenza) troviamo i disturbi d’ansia con oltre 61 milioni di malati (il 14% circa). Seguono insonnia, depressione maggiore, disturbi “somatoformi”, disturbi da iperattività e deficit dell’attenzione, dipendenza da alcol e/o droghe e demenza.

Numeri allarmanti, destinati decisamente a salire: si stima infatti che entro il 2030 le patologie psichiatriche potrebbero diventare le malattie più frequenti a livello mondiale. “Crude statistiche che descrivono un esercito che soffre” – afferma Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano nonché ex presidente della Società Europea di Psichiatria (Sip). Un tema scottante quello della salute mentale. Un problema che – secondo le autorità internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità in primis) – sta assumendo sempre di più i contorni di una “questione di sanità pubblica”, di una vera e propria sfida sanitaria del Terzo Millennio.

DISCRIMINAZIONE E PRIVACY: GLI OSTACOLI ALLA TERAPIA TRADIZIONALE

Quello che vi abbiamo descritto sinora è un quadro sicuramente drammatico, che in Italia riguarda ben 17 milioni di persone. Un fenomeno che assume sfumature ancor più preoccupanti se si pensa che in Europa appena il 33% della popolazione affetta da disturbi psichici riceve terapie e farmaci. In altre parole solo 1 malato su 3 arriva a curarsi e rivolgersi ad uno specialista.

Ma perché ciò avviene? Principalmente perché molte persone hanno difficoltà a chiedere aiuto attraverso i percorsi tradizionali. Fino a tempi non lontani, infatti, i soggetti affetti da problemi psichici, erano soggetti all’isolamento e alla discriminazione da parte dell’intera società. La malattia mentale veniva incredibilmente stigmatizzata e posta in netta contrapposizione allo stato di “normalità”. “La società vive una sorta di blocco culturale quando si confronta con i soggetti affetti da problemi psichici e spesso, anziché investire un po’ di tempo per capire e conoscere la malattia mentale, preferisce fermarsi a stereotipi e luoghi comuni” afferma Salmoiraghi (primario di Psichiatria dell’età adulta nel nord del Galles e docente di Psichiatria presso l’Università di Liverpool).

Le persone afflitte da gravi malattie o disabilità mentali si trovano quindi a dover combattere spesso su due fronti: da un lato la malattia (con tutto ciò che comporta in termini di sofferenza, menomazioni e disabilità) e dall’altro le reazioni dell’ambiente sociale in cui il malato è inserito (la propria famiglia e la società in genere). Ciò può provocare un enorme senso di solitudine e di diversità ed una forte diffidenza (o difficoltà) a rivolgersi a percorsi di terapia tradizionali.

Recenti indagini effettuate dal dipartimento di politica sanitaria inglese confermano, ad esempio, che quando si parla di depressione solo 1 anziano su 6 riesce a discuterne con il proprio medico di famiglia. La terapia online (o e-mental health), invece, tutelando in un certo  qual modo la privacy di coloro che temono di essere stigmatizzati per la propria malattia, offre sicuramente un valido rimedio a questi problemi.

Abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo dell’importanza dei servizi di e-mental health nella prevenzione e nella cura dei disordini mentali e dei benefici che questi servizi riescono a portare non solo in termini monetari, ma anche nella mentalità dei soggetti maggiormente vulnerabili.

L’utente che fruisce di tali servizi, non viene solo messo nelle condizioni di poter avere un maggiore controllo sulle proprie scelte terapeutiche, ma anche di usufruire del supporto e dell’esperienza di altre persone affette da disturbi simili, senza doversi preoccupare di essere discriminato o giudicato.

In Inghilterra (paese ove 1 cittadino su 4 sperimenta sulla propria pelle problemi di salute mentale) sono stati fatti molti passi avanti in tal senso. Da anni il sistema sanitario inglese – il National Health Service (NHS) – sta lavorando sul fronte della digitalizzazione della salute (o e-health) con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari. Il Big White Wall e la Mental Health Apps Library ne sono due chiari esempi.

BIG WHITE WALL: IL POTERE DELLE RETI SOCIALI NELLA CURA DEI DISAGI MENTALI

Big White Wall è un servizio digitale che nasce nel 2007 da un’idea di Jen Hyatt con lo scopo di fornire alle persone affette da patologia mentale assistenza psicologica ed un percorso di recupero più accessibile, efficace, sicuro.

Big White Wall è un servizio che ha avuto un enorme successo nel Regno Unito (grazie anche alla forte opera di sensibilizzazione a favore dell’utilizzo delle tecnologie in ambito healthcare attuata dal servizio sanitario inglese). Un successo dovuto principalmente a questi fattori:

  1. facilità di accesso (il servizio è gratuito e usufruibile da chiunque possieda uno smartphone);
  2. fornisce un supporto professionale immediato 24h/24;
  3. sfrutta il potere della community ed il vantaggio dell’anonimato per favorire la condivisione di esperienze e superare la paura di essere stigmatizzati;
  4. consente a medici ed operatori sanitari di raggiungere i propri pazienti in modo più semplice e flessibile.

 

Gli iscritti al servizio possono quindi esprimere e condividere le loro emozioni in forma totalmente anonima, valutare autonomamente il proprio stato di “salute emotiva”, scegliere il proprio percorso di recupero, fissare degli obiettivi, monitorare i progressi e imparare dalle esperienze degli altri membri della community senza il timore di essere giudicati. Grazie a Big White Wall le persone possono scegliere dove e quando usufruire del servizio, senza liste di attesa o orari d’ufficio.

MENTAL HEALTH APPS LIBRARY: QUANDO LA CURA È A PORTATA DI MOUSE

Sebbene la lotta contro la stigmatizzazione della malattia mentale sia sicuramente ancora molto lunga, progetti pilota come quello appena citato e come la nuova Mental Health Apps Library, in compenso, contribuiscono in modo incisivo a rendere l’accesso alle terapie psicologiche più facile e a portata di mouse.

Cos’è la Mental Health Apps Library e che obiettivo si pone? La Mental Health Apps Library è, a tutti gli effetti, la prima repository di servizi di e-mental health approvata dal NHS.

NHS ChoicesDisponibile dallo scorso 24 marzo attraverso la piattaforma NHS Choices (il più importante sito web sul tema della salute nel Regno Unito, con oltre 20.000 articoli all’attivo e oltre 40 milioni di visite al mese), si compone di risorse, applicazioni e strumenti online (giudicati clinicamente sicuri dall’NHS Commissioning Board) che nel tempo si sono rivelati estremamente efficaci nel migliorare lo stato di salute dei soggetti affetti da depressione, ansia ed altri disturbi psichici (Big White Wall in primis).

Attraverso la Mental Health Apps Library le persone affette da disturbi mentali (in particolar modo da ansia, depressione e stress) possono condividere liberamente domande relative al proprio stato di salute, opinioni e feedback sui trattamenti ricevuti ed avere finalmente il controllo della propria salute  con il semplice ausilio di applicazioni e strumenti digitali (come il proprio smartphone, ad esempio).

Grazie alla tecnologia digitale e alle reti sociali online, quindi, non solo riusciamo a fornire un supporto personalizzato ovvero la cura giusta al momento giusto a tutti coloro che soffrono di problemi di salute mentale (aiutandoli a partecipare in modo attivo alla loro cura), ma anche ad abbattere i costi umani e finanziari insiti nell’approccio tradizionale.