IBM E APPLE INSIEME PER RIVOLUZIONARE IL SISTEMA HEALTHCARE

settembre 18, 2015 in Pharma on line di Oscar Lambrughi

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I due colossi tecnologici americani IBM e Apple hanno unito le forze in due progetti su larga scala al fine di creare un database sanitario, fondato sulle informazioni rilasciate dagli utenti tramite i propri devices, sempre più ampio e completo.

ibm-apple-healthRecentemente, IBM ha annunciato il lancio del business unit Watson Health in collaborazione con Apple, Johnson & Johnson e Medtronic, i quali forniranno al supercomputer Watson le informazioni di cui dispongono, portando così l’analisi di questi dati a un livello incredibilmente vasto. Da tempo, infatti, IBM mira ad applicare Watson in ambito healthcare, e ora, con l’introduzione di un cloud dedicato all’elaborazione dei dati sanitari di milioni di pazienti, questo progetto può finalmente realizzarsi appieno.

Il coinvolgimento di Apple è uno step essenziale, in quanto l’azienda di Cupertino ha già all’attivo sul mercato dispositivi in grado di leggere e immagazzinare queste preziose informazioni, come l’Apple Watch in sinergia con le app dedicate. Un ulteriore passi in avanti è stato compiuto con l’acquisizione di Merge Healthcare, società specializzata nello sviluppo di tecnologie per la diagnostica visiva, per un miliardo di dollari. Grazie a questo investimento, Watson avrà accesso le immagini sanitarie catalogate da 7500 ospedali.

 

Un altro importante progetto ha poi preso piede nel paese del Sol Levante. Qui, infatti, sempre IBM ed Apple hanno avviato una partnership con la Japan Post, che tra le altre cose è la principale compagnia di assicurazioni del Paese, per fornire a milioni di anziani degli iPads con lo scopo di migliorare le loro condizioni di salute. Questo progetto aiuterà la società giapponese, che già possiede un ingente archivio di informazioni sanitarie, a conoscere ancora più a fondo lo stato di salute dei propri clienti, permettendogli così di condurre una vita più sana, più lunga e più indipendente, con conseguenti ricadute benefiche sugli affari della compagnia.

 

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L’amministratore delegato della Japan Post Taizo Nishimuro ha dichiarato che questa iniziativaha il potenziale per influire su un’intera generazione e condurre i nostri cittadini più anziani nel mondo della connessione”. Sull’altro fronte, gli amministratori delegati di Apple ed IBM, Tim Cook e Ginni Rometty, hanno commentato l’evento con toni altrettanto entusiastici, auspicando la ridefinizione di un’intera fetta della popolazione.

 

Japan Post offre già da tempo un servizio di assistenza domiciliare per gli anziani per controllare le loro condizioni e aiutarli nelle faccende di tutti i giorni, inclusa la pianificazione delle visite mediche e delle terapie farmacologiche da seguire. Saranno proprio gli addetti a queste visite a consegnare gli iPad e a spiegare l’utilizzo di tutta una serie di applicazioni create “ad hoc” da IBM. L’obiettivo è incrementare l’autonomia delle persone più instabili sia dal punto di vista fisico, sia dal punto mentale. Non è stata menzionato, da parte degli ad, il ricorso ad un sistema di telemedicina per connettersi direttamente con i dottori o le infermiere, ma è ragionevole supporre che sarà di prossima implementazione.

 

Anche in questo caso,  come per altri progetti simili, si pongono delicati interrogativi, non solo in merito al rispetto della privacy, ma anche in merito a un possibile “scontro di civiltà”. La Japan Post è una delle aziende più affidabili del mondo, operante in un contesto culturale che tiene dei comportamenti radicalmente diversi riguardo la riservatezza e la cura per gli anziani rispetto agli Stati Uniti. Rometty assicura che i dati saranno stoccati in tutta sicurezza all’interno del cloud dedicato, e che i clienti potranno scegliere se fornirli in forma anonima.

 

In entrambe le situazioni illustrate, l’interrogativo più pressante avanzato dall’esterno è: funzionerà davvero? IBM ed Apple si stanno muovendo in un territorio praticamente inesplorato, solo il tempo fornirà una risposta esauriente sull’effettiva utilità di questi dati, ma indubbiamente il potenziale messo in campo è enorme e le possibilità incredibili.