Beyond the Pill: valore e non solo pillole

luglio 29, 2013 in e-Health di Oscar Lambrughi

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Nel post di oggi vorrei parlare del concetto di “beyond the pill”, ovvero della “missione” che le aziende farmaceutiche devono intraprendere al giorno d’oggi: gli stakeholder non vogliono più solamente un prodotto, ma richiedono dei servizi aggiunti, per fornire del valore aggiunto.

Il concetto di “beyond the pill” è ben noto alle case farmaceutiche da molto tempo, ma solo oggi assistiamo ai primi tentativi di mettere in pratica delle strategie per migliorare gli health outcomes dei pazienti.
L’andare dunque oltre la semplice offerta di trattamenti non solo può portare vantaggi di tipo monetario all’azienda, si pensi, per esempio, all’aumento dell’aderenza alle terapie, ma le permette anche di differenziarsi nello scenario competitivo.

Le principali strade da seguire per fornire maggior valore sono:

  • creare awareness sulle aree terapeutiche di interesse,
  • fornire informazioni utili per la diagnosi delle patologie,
  • promuovere l’inizio della terapia e la corretta assunzione dei farmaci (patient adherence),
  • migliorare l’accesso ai farmaci e fornire un supporto generale al paziente.

Eyeforpharma ha sviluppato una serie di webinar dedicati all’argomento “beyond the pill”, di cui riassumo le evidenze più rilevanti che sono emerse.

In particolare mi riferisco a due webinar: il primo del 22 maggio dedicato al case study di Pfizer e il secondo del 9 luglio dedicato a quello di AstraZeneca .
Nel primo webinar, Christian Isler , il responsabile globale Product & Solution Development di Pfizer IntegratedHealth, ha illustrato i principali fattori che mettono in primo piano la necessità per le aziende farmaceutiche di intraprendere un approccio che vada oltre il prodotto, in particolare afferma che gli Stati Uniti spendono in sanità circa 5 volte tanto quello che spende Singapore, ottenendo, però, lo stesso risultato, misurato come longevità media dei propri cittadini.
In questi anni Pfizer ha cambiato il proprio approccio di business in un’area particolarmente inefficiente, quella del dolore cronico alla schiena, seguendo tutta la progressione della malattia, dal momento in cui si manifestano i primi sintomi sino a quando il paziente deve far fronte alle complicanze. Quest’analisi permette di supportare il processo decisionale.

integrated-health-pfizer

Nel secondo webinar parla, invece, Matt Bonam , direttore del Pharmaceutical Project della ricerca e sviluppo di AstraZeneca. All’inizio, come per Christian Isler,  delinea una situazione di grande inefficienza soprattutto per quanto concerne la prevenzione e la cura del diabete, come dimostrano i dati del funnel di seguito:

diabete-usa

 

Il 15% del budget della sanità americana è destinato al diabete e questa situazione comporta che l’80% del budget totale dedicato a quest’area terapeutica viene speso per porre rimedio alle conseguenze dello scarso controllo della malattia. Bonam prosegue il suo discorso illustrando ciò che Astrazeneca ha fatto per aumentare il controllo sul paziente e per migliorarne la salute. In particolare fa riferimento a tutti gli strumenti di monitoraggio classici (termometro, bilancia, glucometro, ecc.) che, grazie ad internet e alle nuove tecnologie digitali, possono oggi trasferire i dati sullo stato di salute del paziente direttamente ai medici e ai caregiver ed essere poi registrati nella cartella clinica digitale e/o in programmi di gestione delle malattie croniche. La conseguenza di questo accesso più agevole alle informazioni sui pazienti rende possibile fornire loro dei servizi utili, su misura per le loro esigenze e dei remainder per aumentarne l’aderenza alla terapia e migliorarne le condizioni di vita.

 

Le aziende saranno veramente pronte per offrire servizi e non solo prodotti?

I webinar “beyond the pill” hanno raggiunto un’audience di circa 800 persone del settore pharma e healthcare che, oltre a partecipare alla discussione, hanno risposto a un questionario dedicato.

I risultati dell’indagine rivelano che la maggior parte dei partecipanti fa parte di un’azienda farmaceutica (70,1%) oppure di una società di consulenza (16,2%). Si tratta di professionisti del marketing (51,7%), o di strategia (13,5%).

Il 31,8% degli intervistati afferma che i servizi “beyond the pill” contribuiranno a ridefinire il modello di business del settore farmaceutico e il 28,4% sostiene che il risultato sarà quello di migliorare l’esperienza di consumo del paziente, che viene riconosciuto come lo stakeholder di maggior importanzaper il 35,2% degli intervistati.

Per quanto riguarda, invece, la difficoltà nel far accettare i programmi di servizi “beyond the pill” all’interno dei livelli aziendali più alti, le due cause maggiormente citate sono “fornire evidenze del ritorno sull’investimento” e “guadagnarsi la fiducia degli stakeholder aziendali”.
L’azione dei servizi è ritenuta clinicamente efficace dal 64,1% degli intervistati e il 74,3% crede inoltre che possano contribuire a ridurre i costi della sanità.

Alla domanda “ritieni che la tua azienda abbia ad oggi aumentato la sua performance grazie a questa tipologia di servizi?”, le risposte denotano una grande discrepanza: il 17,7% afferma di aver misurato i risultati dell’implementazione; il 28,7% risponde sì, ma senza evidenze numeriche; il 27,1% riferisce che non ci sono stati risultati a fronte dei propri sforzi e il 26,5% sottolinea di non avere un’idea chiara in proposito.

Questa situazione d’incertezza si riflette anche sulla risposta alla domanda, ove è richiesto l’orizzonte temporale in cui si manifesteranno i servizi, solo l’1,1% risponde “oggi” mentre il 35,4% ritiene che tali servizi si realizzeranno fra 3-5 anni.

Grazie ai risultati di questa indagine è possibile affermare che ci siano le basi per procedere a questo cambiamento del modello di business delle aziende farmaceutiche che, tuttavia, non può prescindere da un mutamento della cultura aziendale che potrebbe venir facilitato dall’istituzione di precisi indicatori di misura del ritorno finanziario derivante dalla messa in atto di tali iniziative.