Può un game rilevare i sintomi dell’Alzheimer?

marzo 19, 2014 in Case Studies di Oscar Lambrughi

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gamePfizer ha attivato una partnership con Akili Interactive Labs per condurre uno studio sulla piattaforma di giochi mobile Akili  (Project Evo), per  rilevare in pazienti sani primi eventuali indizi del morbo di Alzheimer.  Si tratta della prima volta che una grande azienda pharma testa l’utilizzo di un game mobile come strumento clinico per individuare i primi sintomi di una patologia.

Pfizer effettuerà un test clinico che andrà a valutare soggetti anziani sani. Lo studio coinvolge 100 partecipanti, che per un mese dovranno giocare ogni giorno una partita, restando in casa propria, mentre i ricercatori visionano i dati raccolti e distinguono i vari marcatori di rischio.

Secondo Eddie Martucci, Akili’s VP of Research and Development, è “ fondamentale identificare le persone che sono a rischio di sviluppare il morbo dell’Alzheimer prima che si verifichino i sintomi principali. Oggi non ci sono molto strumenti semplici cognitivi per farlo. Ecco perché nasce questo studio che sta cercando di capire se è possibile distinguere realmente tra gli individui sani, quelli che hanno un alto rischio potenziale di sviluppare il morbo di Alzheimer.

Come si gioca

Akili_screenshotPer giocare l’utente, che nel game personifica un alieno, deve attraversare un corso d’acqua, muovendosi, spostando e inclinando lo smartphone o il  tablet avanti e indietro. Durante la navigazione sul fiume l’alieno/utente dovrà raggiungere diversi obiettivi toccando lo schermo.
L’applicazione tiene traccia dei movimenti ogni 30 millisecondi e può quindi monitorare il comportamento dell’utente e adattarsi al giocatore rapidamente.
La navigazione diventa sempre più difficile man mano si va avanti a percorrere il fiume, costringendo l’utente a reagire più velocemente verso gli oggetti che incontra. Il game è stato realizzato con un algoritmo che si adatta ai progressi dell’utente, diventando più lento o più veloce in base all’esito del gioco. Ecco che quindi il gioco si personalizza sulla persona, diventando un’esperienza su misura per chiunque lo utilizzi.

Project Evo è uno dei primi esempi di studio realizzato da un’azienda farmaceutica per individuare una patologia in un paziente attraverso un game, come un vero e proprio strumento clinico. La piattaforma gaming di Akili è stata realizzata per migliorare le capacità degli individui con malattie degenerative cognitive, come per chi soffre di alzheimer, ADHD, autismo depressione. Nell’ultimo anno, Akili ha raccolto numerose collaborazioni e investimenti, non solo con Pfizer, ma anche con Shire Pharmaceuticals per l’ADHD nei bambini e il National Institute of Mental Health per uno  studio sulla depressione.