Oscar Lambrughi

MM&M AWARDS 2015: I PREMI DIGITAL

ottobre 28, 2015 in Eventi pharma

mmm-awards-2015Si sono tenuti a New York lo scorso primo ottobre gli annuali MM&M Awards, la prestigiosa rassegna creata da Medical Marketing And Media che premia le realtà healthcare che più di tutte hanno saputo distinguersi ed eccellere. MM&M è una rivista specializzata in healthcare marketing e attiva dal 1966. Ogni numero riporta le ultime novità del settore e numerosi approfondimenti volti a indagare le numerose sfaccettature di tutto ciò che concerne la salute dell’essere umano.

Le categorie in concorso agli MM&M Awards sono numerose ed estremamente variegate, solo quest’anno ne sono state aggiunte 11, segno evidente di un universo in continua espansione ed evoluzione. Per ogni categoria è previsto un numero ristretto di finalisti, dai quali verranno selezionati i due più meritevoli a cui conferire il primo e il secondo premio (rispettivamente Gold e Silver). Vediamo qui di seguito i vari vincitori nelle categorie legate al mondo digitale.

 

Best medical digital initiative for consumers

Ogni iniziativa digitale destinata ai consumatori al fine di informarli e offrire loro strumenti per la diagnosi, la cura e la prevenzione di patologie e disturbi.
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Oscar Lambrughi

Le ambizioni healthcare di Google

ottobre 12, 2015 in e-Health

Google sta investendo ingenti somme di denaro nella ricerca scientifica all’avanguardia, trasformando una piccola unità adibita allo sviluppo di lenti a contatto “intelligenti” in qualcosa di molto più grande.

La notizia ufficiale è stata diffusa direttamente da Sergey Brin, uno dei cofondatori di Google. Tutto è iniziatonel 2012, quando google-healthcarela società si è imbarcata in un progetto estremamente impegnativo e stimolante allo stesso tempo: riuscire a innestare un calcolatore all’interno di una lente a contatto. Questo progetto, nel corso degli ultimi 3 anni, è progredito al punto da dare vita a Google Life Science, un team di ricerca dotato di una propria autonomia all’interno di Alphabet (la holding di recente creazione che contiene al suo interno tutte le società che gravitano attorno al faro di Mountain View).
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Oscar Lambrughi

IBM E APPLE INSIEME PER RIVOLUZIONARE IL SISTEMA HEALTHCARE

settembre 18, 2015 in Pharma on line

I due colossi tecnologici americani IBM e Apple hanno unito le forze in due progetti su larga scala al fine di creare un database sanitario, fondato sulle informazioni rilasciate dagli utenti tramite i propri devices, sempre più ampio e completo.

ibm-apple-healthRecentemente, IBM ha annunciato il lancio del business unit Watson Health in collaborazione con Apple, Johnson & Johnson e Medtronic, i quali forniranno al supercomputer Watson le informazioni di cui dispongono, portando così l’analisi di questi dati a un livello incredibilmente vasto. Da tempo, infatti, IBM mira ad applicare Watson in ambito healthcare, e ora, con l’introduzione di un cloud dedicato all’elaborazione dei dati sanitari di milioni di pazienti, questo progetto può finalmente realizzarsi appieno.
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Oscar Lambrughi

STARTUP HEALTH E LE NUOVE INIZIATIVE DIGITALI NEL PHARMA

agosto 31, 2015 in Case Studies

Negli ultimi anni il numero delle startup finalizzate allo sviluppo di nuove tecnologie healthcare è aumentato considerevolmente. StartUpstartup+health Health è un’organizzazione nata nel 2011 proprio per supportare le imprese sanitarie di ambito digital ed aiutarle nel loro percorso di crescita. Situata a New York City, essa ha organizzato numerosi incontri tra imprenditori e potenziali investitori per discutere delle sfide e delle opportunità che si profilano all’ orizzonte.

Recentemente, StartUp Health ha potuto beneficiare di nuovi investimenti dall’esterno, tra cui uno particolarmente sostanzioso da parte di Aurora Health Care, una delle principali reti ospedaliere non profit degli Stati Uniti, che ammonta a 5 milioni di dollari. Il CEO di Aurora Nick Turkal, ha dichiarato che la collaborazione con StartUp è “significativa perché insieme possiamo identificare rapidamente le soluzioni di prossima generazione per le persone che curiamo. Viviamo in un’epoca dove ogni aspetto delle nostre vite sta venendo reinventato dalla tecnologia; è il momento di capire come queste innovazioni possano essere applicate per migliorare la salute e il benessere dei nostri pazienti. Con StartUp Health potremo farlo più velocemente e più efficacemente.” Ugualmente entusiasta Unity Stoakes, cofondatore e presidente di StartUp Health, secondo cui “ogni aspetto dell’assistenza sanitaria sta venendo reinventato e non c’è modo migliore di velocizzare il processo che collaborare per fornire sia agli imprenditori che agli innovatori un supporto costante, competenze e risorse per far crescere il loro business. Aurora è l’ente perfetto per fare ciò.”
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Oscar Lambrughi

APPLE WATCH E SALUTE: LA RIVOLUZIONE DEI METODI DI DIAGNOSI

agosto 12, 2015 in Mobile pharma

Nei prossimi anni, l’impiego dei wearable device in ambito sanitario potrebbe aprire nuove frontiere mai esplorate, sia per quanto riguarda la registrazione dei dati biometrici dei pazienti, sia per quanto riguarda la capacità di formulare diagnosi tempestive in tempi sempre più ristretti, ma tutto dipende da quanto questa tecnologia riuscirà a prendere piede. A tal proposito il rilascio di Apple Watch potrà fornire delle indicazioni più chiare sull’avvenire degli smartwatch in generale.

Apple-Watch-smartphoneL’ingresso in campo di Apple prometteva di dare una scossa al settore, e così è stato. Nonostante il lieve ritardo rispetto alla concorrenza, Apple Watch si è dimostrato fin da subito altamente competitivo, riuscendo in pochissimo tempo a superare i dati di vendita annuali di tutti i prodotti Android Wear. Samsung, Motorola e LG provano a vedere il bicchiere mezzo pieno, in quanto l’exploit dello smartwatch con la mela potrebbe creare nel pubblico un maggiore interesse verso una serie di prodotti che fino a questo momento non sta rendendo come sperato.
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Oscar Lambrughi

L’EVOLUZIONE DEL RAPPORTO TRA INDUSTRIE FARMACEUTICHE E I SOCIAL MEDIA

agosto 3, 2015 in Social media

Tutti gli studi recenti concordano sull’importanza di ricorrere al web 2.0 (Facebook, Twitter, YouTube) per sviluppare nuove ed efficaci strategie di comunicazione, ma la diffidenza verso tali risorse, soprattutto ai vertici aziendali, rischia di rallentare un processo fondamentale per conquistare nuove fette di mercato non ancora esplorate.

L’industria farmaceutica si sta muovendo sempre di più verso uno sfruttamento degli strumenti offerti dai social media, allo scopo di allargare il proprio bacino di clienti, rafforzare il rapporto con essi e potenziare così il proprio brand. Le numerose piattaforme social disponibili oggi giorno su internet consentono agli utenti di condividere opinioni, esperienze e idee, il tutto a reciproco vantaggio. Tuttavia, l’uso di queste risorse digitali in ambito farmaceutico è ancora oggetto di controversie. Il problema principale è che numerose compagnie precludono la possibilità agli utenti di commentare o condividere i propri contenuti, con il risultato di dare vita a una comunicazione a senso unico, in netto contrasto con quella che è l’essenza del social media marketing.
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Oscar Lambrughi

Effettuare l’analisi del proprio DNA comodamente, a casa propria

luglio 24, 2015 in Case Studies

L’evoluzione delle tecnologie legate all’healthcare ha aperto la possibilità di effettuare l’analisi del DNA con facilità. Ho deciso così di provare anch’io: online, in autonomia e senza nessuna prescrizione medica, preservando comunque la validità dei dati.

ATTIVAZIONE DEL SERVIZIOanalisi-dna

E’ bastato collegarmi al sito della società GENEPLANET “Personal Genetics” e compilare un form per accedere al servizio, pagando 499 euro con carta di credito in un paio di semplici click.  Dopo qualche giorno mi è stato consegnato, tramite un corriere espresso, sia il kit da utilizzare per raccogliere il mio DNA sia la busta con il modulo precompilato e prepagato per riconsegnare il kit allo stesso corriere per il ritiro.
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Oscar Lambrughi

iTBra: il nuovo wearable per la diagnosi del tumore al seno

giugno 12, 2015 in e-Health

Il sistema, in fase di test, si basa su una serie di sensori di temperatura incorporati al reggiseno che, insieme ad un algoritmo e un’applicazione, puntano a individuare la presenza di cellule cancerogene.

Oggi torniamo a parlarvi dell’importanza della wearable technology nella diagnosi del proprio stato di salute e del ruolo strategico che assume oggigiorno nella prevenzione e nella cura delle malattie. Lo facciamo ponendo l’attenzione sul dispositivo iTBra™, una nuova tecnologia sviluppata dalla start up americana Cyrcadia Health con la collaborazione di CiscoFlextronics e Stanford University, un nuovo wearable per la diagnosi precoce del tumore al seno. Perché l’attenzione degli esperti si è focalizzata su questa problematica? Facciamo il punto.

TUMORE-SENO-1Sono circa 283.000 i casi di tumori al seno registrati nel 2011 in America, secondo il National Cancer Institute. Numeri preoccupanti, destinati decisamente a salire. Gli studiosi sono convinti, infatti, che entro il 2030 i casi di cancro alla mammella potrebbero addirittura raddoppiare. In altre parole, negli Stati Uniti, circa 1 donna su 8 verrà colpita dal tumore al seno.
Anche se negli ultimi 20 anni la mortalità causata dal tumore al seno sembra essere diminuita del 38% (grazie soprattutto ai progressi nella terapia come, ad esempio, una chirurgia meno invasiva, l’introduzione di farmaci chemioterapici più efficaci e con minori effetti collaterali, ecc.), ad oggi il cancro alla mammella rappresenta il tumore più diffuso negli USA e la prima causa di mortalità nel sesso femminile.
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Oscar Lambrughi

Puntiamo sulla user experience: il caso di Roche e mySugr

maggio 28, 2015 in Case Studies

mysugrIl settore Pharma può davvero riuscire a conquistare i consumatori attraverso le app proprio come ha fatto Apple? Forse sì o almeno così la pensa Simon Meier (venture capitalist di Roche Venture Fund), che ha recentemente investito un round di 4,8 milioni di dollari per la crescita e lo sviluppo delle applicazioni per la gestione del diabete della startup austriaca mySugr, che dal 2012 si occupa di realizzare prodotti digitali per aiutare i diabetici di tipo 1 e 2 a semplificare la gestione della loro malattia. Un’iniezione di liquidità che da un lato consentirà a mySugr – che al momento conta oltre 230.000 utenti registrati – di espandersi più rapidamente sul mercato e dall’altro a Roche di aprirsi al mondo delle app.
Quella di Roche sembra più un’eccezione che la regola, in un mondo (quello dell’industria farmaceutica) che da un lato si sta muovendo sempre di più per creare valore ovvero un reale beneficio terapeutico al di là del singolo farmaco (ne abbiamo parlato qui -> link al post “Beyond the pill – la nuove tendenza del pharma marketing”), ma che tuttavia – per quanto riguarda gli investitori e le società di venture capital – presenta ancora una certa riluttanza ad investire in sviluppatori di app.

Ma quali sono le ragioni che hanno reso mySugr così interessante ed appetibile al fondo, tanto ad essere – ad oggi – uno dei pochi gruppi di rischio nel mondo del Pharma ad investire in app e cosa potrebbe comportare un affare di questo tipo, se replicato/esportato, per l’industria farmaceutica?
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Oscar Lambrughi

Mental Health Apps Library e Big White Wall: la digitalizzazione della salute

maggio 12, 2015 in Mobile pharma

Nuovi strumenti a servizio dell’e-mental health

Abbattere gli ostacoli che derivano dalla terapia tradizionale, migliorando l’accessibilità dei servizi sanitari: è questo l’obiettivo che si è posto il sistema sanitario inglese (NHS) attraverso il recente lancio della Mental Health Apps Library, la prima repository di app rivolta ai soggetti afflitti da patologie mentali (depressione, ansia e stress in primis) e il sostegno al servizio Big White Wall.
Per quale motivo l’attenzione dell’NHS si è concentrata su questo aspetto? Facciamo il punto.

23° Congresso dell’Associazione Europea di Psichiatria (Epa)
Sono circa 165 milioni le persone attualmente colpite da disturbi mentali in Europa (su un totale di 514 milioni ovvero circa il 38% della popolazione europea) con un impatto economico stimato di circa 798 miliardi di euro. Sono questi i dati che provengono dal 23° Congresso dell’Associazione Europea di Psichiatria (Epa), un summit che ha visto riuniti lo scorso marzo a Vienna oltre 78.500 psichiatri ed esperti provenienti da tutto il mondo per parlare di patologie psichiatriche. Al primo posto (in termine di frequenza) troviamo i disturbi d’ansia con oltre 61 milioni di malati (il 14% circa). Seguono insonnia, depressione maggiore, disturbi “somatoformi”, disturbi da iperattività e deficit dell’attenzione, dipendenza da alcol e/o droghe e demenza.

Numeri allarmanti, destinati decisamente a salire: si stima infatti che entro il 2030 le patologie psichiatriche potrebbero diventare le malattie più frequenti a livello mondiale. “Crude statistiche che descrivono un esercito che soffre” – afferma Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano nonché ex presidente della Società Europea di Psichiatria (Sip). Un tema scottante quello della salute mentale. Un problema che – secondo le autorità internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità in primis) – sta assumendo sempre di più i contorni di una “questione di sanità pubblica”, di una vera e propria sfida sanitaria del Terzo Millennio.
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