Mobile Health 2012: l’ultimo report di Pew Internet

novembre 14, 2012 in Mobile pharma di Oscar Lambrughi

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Lo scorso 8 novembre è stato pubblicato l’ultimo report sul mobile health del Pew Internet Research Center che fornisce alcuni spunti di riflessione molto importanti e di cui voglio discutere in questo post.

Innanzitutto è utile evidenziare come vi siano dei risultati sia positivi che negativi per quanto riguarda l’adozione del mobile in ambito healthcare ed è quindi utile non solo prendere atto dei dati in sé, ma anche riflettere sui possibili trend da essi tracciati.

 

Per quanto riguarda l’adozione dei device e il loro utilizzo per la ricerca di informazioni sulla salute i risultati sono sicuramente positivi:

  • 85% della popolazione americana possiede un cellulare, la metà di questi soggetti possiede uno smartphone;
  • Il 31% dei possessori di telefoni cellulari ricerca informazioni online, una percentuale significativamente superiore rispetto al 17% registrato nel 2010;
  • Il 52% di chi ricerca informazioni di salute via mobile è costituito da possessori di smartphone;
  • Le minoranze (ispanici e afroamericani) e gli americani con un livello di istruzione alto costituiscono la maggioranza di coloro che ricercano informazioni di salute online, insieme ai pazienti affetti di malattie croniche e ai caregivers.


Invece, in riferimento all’uso delle app, abbiamo risultati non particolarmente positivi:

  • Il 19% dei possessori di smartphone ha almeno un’applicazione healthcare scaricata sul proprio device;
  • Le applicazioni più utilizzate sono però non propriamente “healthcare”, ma vertono maggiormente sul “wellness”: dieta, attività fisica e controllo del peso, complessivamente costituiscono l’81% delle app utilizzate. Seguono categorie quali: monitoraggio del ciclo mestruale e controllo della pressione;
  • Categorie di app quali controllo del diabete e gestione dell’assunzione di farmaci compaiono all’ultimo posto, quindi fra le meno utilizzate;
  • Solamente una app di brand viene citata in modo consistente dagli intervistati, si tratta di WebMD: questa azienda offre infatti una vasta gamma di applicazioni per mobile che si focalizzano anche su problemi di salute specifici , come l’ultima delle loro app lanciata a settembre che aiuta i pazienti affetti da dolori cronici .

Lo studio evidenzia, inoltre, quali siano le categorie di persone o/e di pazienti che maggiormente utilizzano le applicazioni per il tracking di salute:

  • Caregivers;
  • Pazienti affetti da malattie croniche;
  • Pazienti che hanno avuto problemi di salute negli ultimi 12 mesi;
  • Persone che hanno affrontato un cambio radicale del loro stile di vita negli ultimi 12 mesi: perdita o aumento considerevole di peso, abbandono del fumo, inizio di una gravidanza.

Queste sono dunque le categorie target che si devono considerare quando si intende sviluppare delle applicazioni in campo healthcare.

Un risultato molto negativo dello studio è dato dal fatto che, nonostante l’adozione degli smartphone continui ad aumentare, sull’utilizzo delle app si è registrato solo un aumento del 2% che, oltretutto, corrisponde al margine d’errore dell’indagine. Il dato indica dunque una situazione stagnante, che occorre analizzare in termini di trend sottostanti che possono nascondere le premesse per sviluppare una strategia efficace.

Text messaging: una valida alternativa alle app?

Un esempio di come i dati possano essere analizzati per proporre una strategia è quello offerto dal mondo dei messaggi di testo.

Dal report di Pew Internet, infatti, emerge che mentre l’80% dei possessori di cellulare afferma di utilizzare i messaggi di testo, solamente il 9% di loro lo fa per ricevere informazioni o suggerimenti riguardo la salute. Nonostante questa percentuale sia molto bassa, andando a osservare il dato suddiviso per caratteristiche demografiche come l’etnia, l’età, il reddito e il livello di istruzione degli intervistati, emerge che le donne di età compresa fra i 30 e i 64 anni sono i soggetti che maggiormente si iscrivono a tali servizi. Un esempio di successo di un’iniziativa di text messaging e di come abbia contribuito ad innalzare la qualità di vita delle persone è proprio quella di text4baby di cui abbiamo parlato in un articolo precedente , e che si tratta proprio di un’iniziativa dedicata alle donne.

Per alcuni target, il text messaging può dunque essere considerato come una valida alternativa alle applicazioni, che spesso vengono scaricate sullo smartphone per poi venir abbandonate dopo qualche utilizzo.

HealthCrowd, una start-up Californiana, fornisce un ottimo esempio di come alcune aziende stiano reagendo all’adozione stagnante delle applicazioni mobile health-related investendo, invece, nei messaggi di testo. In un’intervista pubblicata da Mobihealthnews , Neng Bing Doh, CEO di HealthCrowd, afferma che quando si parla del loro servizio di self-care via SMS la maggior parte delle persone pensa che sia il servizio perfetto per coinvolgere i teenager, quando questi ultimi, invece, non lo trovano per nulla innovativo, vista la consuetudine dei più giovani di inviare e ricevere quotidianamente moltissimi messaggi. Doh enfatizza quindi che è proprio per le persone mature che questa tipologia di servizi può apparire più moderna e utile.

I risultati di alcuni studi preliminari svolti in un centro di riabilitazione cardiaca dell’Iowa confermano che i pazienti coinvolti via SMS partecipano più di frequente alle visite di follow-up e sono più propensi a completare i periodi di trattamento prescritti.

Tuttavia i vantaggi dell’utilizzo del messaggio di testo, aggiunge Doh, non sono solamente legati al grado di coinvolgimento del paziente e al suo livello di adesione alle terapie, ma vengono determinati dalla possibilità di bypassare la FDA. Infatti, mentre dopo lo sviluppo delle app è indispensabile l’approvazione legale per la commercializzazione, con questa tipologia di servizio non ce n’è bisogno, poiché non si fornisce alcuna diagnosi né trattamento. Nessun problema anche riguardo alla privacy dato che è il paziente a iscriversi al servizio (opt-in).

 

Dall’analisi dei risultati del report emergono dunque alcuni importanti spunti su cui riflettere:

Interazione con il sistema sanitario.
Se le app fossero prescritte dal medico, verrebbero maggiormente scaricate e utilizzate?

In un post precedente (Happtique lancia il progetto pilota per la prescrizione medica di App) avevamo parlato di un progetto pilota per la prescrizione medica delle app, forse la situazione stagnante dell’adozione e dovuta proprio al fatto che vi siano moltissime app healthcare e proprio per questa ragione sia difficile per il paziente scegliere quale, tra quelle proposte, sia effettivamente la più utile, la più affidabile e la più efficace per la sua condizione. Nessuno può immaginare cosa ci riservi il futuro e non escludo che un domani le aziende farmaceutiche possano fornire delle app come servizio accessorio ai propri farmaci commercializzati e che queste ultime vengano anche promosse dai medici per il monitoraggio dell’efficacia delle terapie. Immaginate di quanti dati disporrebbero le aziende farmaceutiche per poter perfezionare i propri farmaci e quindi migliorare la salute dei pazienti stessi.

 

Opportunità latenti.
Ci sono delle opportunità per creare dei nuovi servizi per determinati segmenti o nicchie di mercato, come nel caso di text4baby e HealthCrowd?

Sicuramente vi sono delle potenzialità per il mobile che ancora non si sono manifestate appieno, il problema risiede nel fattore “coinvolgimento” dell’utente/paziente. Gli esempi che abbiamo fornito infatti servono a dimostrare che i risultati possono essere sorprendenti se si riesce a scoprire come, su quali temi e quali soggetti coinvolgere. Dovrebbero, inoltre, servire a incoraggiare le aziende a scoprire quali siano i fattori latenti che influenzano i dati apparentemente negativi che vengono evidenziati dagli studi come quello di Pew Internet.

 

Scarica il report Mobile Health 2012