Le ambizioni healthcare di Google

ottobre 12, 2015 in e-Health di Oscar Lambrughi

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Google sta investendo ingenti somme di denaro nella ricerca scientifica all’avanguardia, trasformando una piccola unità adibita allo sviluppo di lenti a contatto “intelligenti” in qualcosa di molto più grande.

La notizia ufficiale è stata diffusa direttamente da Sergey Brin, uno dei cofondatori di Google. Tutto è iniziatonel 2012, quando google-healthcarela società si è imbarcata in un progetto estremamente impegnativo e stimolante allo stesso tempo: riuscire a innestare un calcolatore all’interno di una lente a contatto. Questo progetto, nel corso degli ultimi 3 anni, è progredito al punto da dare vita a Google Life Science, un team di ricerca dotato di una propria autonomia all’interno di Alphabet (la holding di recente creazione che contiene al suo interno tutte le società che gravitano attorno al faro di Mountain View).

Il team ha al suo interno diversi specialisti nel campo dell’ingegneria, dell’oncologia, dell’ottica, e recentemente può vantare al suo interno anche Thomas R. Insel, direttore del National Institute of Mental Health, che nel corso della sua carriera ha preso parte a ricerche volte a comprendere i legami tra genetica e malattie psichiatriche.

Questo nuovo business attingerà dal sostanzioso capitale derivante dalle offerte per aiutare i pazienti affetti da diabete, Parkinson, cancro e malattie cardiache a condurre una vita più confortevole e più lunga. A capo di questa unità è stato posto Andy Conrad, il quale ha un solido background nelle nanotecnologie e nella biologia molecolare. Sergey Brin, sempre pronto a cogliere le nuove opportunità, è determinato a porre la propria compagnia in una posizione di rilievo nell’immensamente redditizio mercato delle tecnologie per la salute in tutti i settori chiave.

Circa 387 milioni di persone nel mondo convivono con il diabete ( ma l’International Diabetes Federation prevede che saliranno a 500 milioni per il 2035) e circa 10 con il Parkinson. Ogni anno vengono diagnosticati circa 14 milioni di nuovi casi di cancro, e sempre ogni anno oltre 17 milioni di persone muoiono in seguito a malattie cardiache. Fornire nuovi strumenti hi tech per aiutare questi pazienti sarà un obiettivo primario da perseguire nell’immediato futuro. Queste ambizioni, d’altronde, non sono una novità, basti pensare all’anno scorso, quando venne annunciato la progettazione di un device indossabile per individuare con notevole anticipo malattie degenerative dei tessuti, e l’intenzione di mappare tutti i biomarkers presenti nel corpo umano.

Progetti altisonanti, ma ancora lontani dal venire effettivamente realizzati. Qualcosa di più concreto si sta invece muovendo per quanto riguarda il trattamento del diabete, proprio grazie alle lenti a contatto che hanno dato il via a Google Life Science. I sensori presenti al loro interno, infatti, sono in grado di misurare i livelli di glucosio attraverso le lacrime, un metodo discreto e non invasivo che eviterebbe ai malati di pungersi ripetutamente le dita nell’arco della giornata per prelevare un campione di sangue. Intanto che la ricerca prosegue, il colosso informatico sta consolidando la propria posizione attraverso numerose partnership con Novartis, Johnson & Johnson, Biogen e Sanofi,  quest’ultima leader nella produzione di farmaci contro il diabete. “Siamo impazienti di lavorare insieme a Google per unire la loro tecnologia d’avanguardia alle nostre ampie conoscenze in campo biologico, per rispondere a bisogni terapeutici ancora non soddisfatti”, ha dichiarato Joseph Jimenez, Ceo Novartis, “Per noi questa è una tappa fondamentale nel percorso che ci porterà a superare i confini tradizionali nella gestione delle patologie, a partire dall’area della cura dell’occhio”.  L’azienda, spera di avere a disposizione un prototipo su cui lavorare già dal 2015.

 

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