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Oscar Lambrughi

Dalla Virtual Experience alla Human Experience.

luglio 22, 2016 in Case Studies, e-Health

Tra i trend tecnologici degli ultimi anni la realtà virtuale immersiva è senza dubbio uno dei più promettenti. Nonostante i dispositivi compatibili non siano ancora entrati pienamente nel mercato consumer, tutti gli analisti di settore sembrano concordi nel definire la realtà virtuale immersiva come “next big thing” della tecnologia.

Il nuovo visore Oculus per il mercato consumer .

Il nuovo visore Oculus per il mercato consumer .

Ma cosa s’intende di preciso per realtà virtuale? La realtà virtuale, da non confondersi con la “cugina” realtà aumentata, è un’ambientazione virtuale creata tramite software e presentata all’utilizzatore in modo da essere percepita come realtà vera. Tramite visori indossabili come Oculus Rift è possibile esplorare la realtà virtuale così come faremmo nel mondo reale, ruotando la testa, spostandoci nello spazio, perfino interagendo con oggetti virtuali; in questo caso di parla di realtà virtuale immersiva. Leggi il resto di questa voce →

Oscar Lambrughi

STARTUP HEALTH E LE NUOVE INIZIATIVE DIGITALI NEL PHARMA

agosto 31, 2015 in Case Studies

Negli ultimi anni il numero delle startup finalizzate allo sviluppo di nuove tecnologie healthcare è aumentato considerevolmente. StartUpstartup+health Health è un’organizzazione nata nel 2011 proprio per supportare le imprese sanitarie di ambito digital ed aiutarle nel loro percorso di crescita. Situata a New York City, essa ha organizzato numerosi incontri tra imprenditori e potenziali investitori per discutere delle sfide e delle opportunità che si profilano all’ orizzonte.

Recentemente, StartUp Health ha potuto beneficiare di nuovi investimenti dall’esterno, tra cui uno particolarmente sostanzioso da parte di Aurora Health Care, una delle principali reti ospedaliere non profit degli Stati Uniti, che ammonta a 5 milioni di dollari. Il CEO di Aurora Nick Turkal, ha dichiarato che la collaborazione con StartUp è “significativa perché insieme possiamo identificare rapidamente le soluzioni di prossima generazione per le persone che curiamo. Viviamo in un’epoca dove ogni aspetto delle nostre vite sta venendo reinventato dalla tecnologia; è il momento di capire come queste innovazioni possano essere applicate per migliorare la salute e il benessere dei nostri pazienti. Con StartUp Health potremo farlo più velocemente e più efficacemente.” Ugualmente entusiasta Unity Stoakes, cofondatore e presidente di StartUp Health, secondo cui “ogni aspetto dell’assistenza sanitaria sta venendo reinventato e non c’è modo migliore di velocizzare il processo che collaborare per fornire sia agli imprenditori che agli innovatori un supporto costante, competenze e risorse per far crescere il loro business. Aurora è l’ente perfetto per fare ciò.”
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Oscar Lambrughi

Effettuare l’analisi del proprio DNA comodamente, a casa propria

luglio 24, 2015 in Case Studies

L’evoluzione delle tecnologie legate all’healthcare ha aperto la possibilità di effettuare l’analisi del DNA con facilità. Ho deciso così di provare anch’io: online, in autonomia e senza nessuna prescrizione medica, preservando comunque la validità dei dati.

ATTIVAZIONE DEL SERVIZIOanalisi-dna

E’ bastato collegarmi al sito della società GENEPLANET “Personal Genetics” e compilare un form per accedere al servizio, pagando 499 euro con carta di credito in un paio di semplici click.  Dopo qualche giorno mi è stato consegnato, tramite un corriere espresso, sia il kit da utilizzare per raccogliere il mio DNA sia la busta con il modulo precompilato e prepagato per riconsegnare il kit allo stesso corriere per il ritiro.
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Oscar Lambrughi

Puntiamo sulla user experience: il caso di Roche e mySugr

maggio 28, 2015 in Case Studies

mysugrIl settore Pharma può davvero riuscire a conquistare i consumatori attraverso le app proprio come ha fatto Apple? Forse sì o almeno così la pensa Simon Meier (venture capitalist di Roche Venture Fund), che ha recentemente investito un round di 4,8 milioni di dollari per la crescita e lo sviluppo delle applicazioni per la gestione del diabete della startup austriaca mySugr, che dal 2012 si occupa di realizzare prodotti digitali per aiutare i diabetici di tipo 1 e 2 a semplificare la gestione della loro malattia. Un’iniezione di liquidità che da un lato consentirà a mySugr – che al momento conta oltre 230.000 utenti registrati – di espandersi più rapidamente sul mercato e dall’altro a Roche di aprirsi al mondo delle app.
Quella di Roche sembra più un’eccezione che la regola, in un mondo (quello dell’industria farmaceutica) che da un lato si sta muovendo sempre di più per creare valore ovvero un reale beneficio terapeutico al di là del singolo farmaco (ne abbiamo parlato qui -> link al post “Beyond the pill – la nuove tendenza del pharma marketing”), ma che tuttavia – per quanto riguarda gli investitori e le società di venture capital – presenta ancora una certa riluttanza ad investire in sviluppatori di app.

Ma quali sono le ragioni che hanno reso mySugr così interessante ed appetibile al fondo, tanto ad essere – ad oggi – uno dei pochi gruppi di rischio nel mondo del Pharma ad investire in app e cosa potrebbe comportare un affare di questo tipo, se replicato/esportato, per l’industria farmaceutica?
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Oscar Lambrughi

My Pain feels Like per descrivere il dolore neuropatico

marzo 31, 2014 in Case Studies

Ipogetti digitali possono essere uno strumento utile per aiutare medici e pazienti nel migliorare e velocizzare la fase della diagnosi? Ecco il nuovo sito web “My Pain feels Like” (mypainfeelslike.com), sviluppato da Grünenthal, che nasce proprio con l’obiettivo di aiutare i pazienti a descrivere meglio le caratteristiche del dolore neuropatico localizzato, in modo da facilitare la comunicazione col medico e il processo di diagnosi.

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Oscar Lambrughi

Può un game rilevare i sintomi dell’Alzheimer?

marzo 19, 2014 in Case Studies

gamePfizer ha attivato una partnership con Akili Interactive Labs per condurre uno studio sulla piattaforma di giochi mobile Akili  (Project Evo), per  rilevare in pazienti sani primi eventuali indizi del morbo di Alzheimer.  Si tratta della prima volta che una grande azienda pharma testa l’utilizzo di un game mobile come strumento clinico per individuare i primi sintomi di una patologia.

Pfizer effettuerà un test clinico che andrà a valutare soggetti anziani sani. Lo studio coinvolge 100 partecipanti, che per un mese dovranno giocare ogni giorno una partita, restando in casa propria, mentre i ricercatori visionano i dati raccolti e distinguono i vari marcatori di rischio.
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Oscar Lambrughi

Gamification: Monster Manor per i bambini con diabete

febbraio 20, 2014 in Case Studies

sanofi-monster-manorSanofi ha lanciato una nuova applicazione Monster Manor, per i bambini che soffrono di diabete di tipo 1, per aiutarli a gestire le propria condizione. Si tratta di un vero e proprio game che permette ai piccoli pazienti di tenere, giocando e divertendosi, sotto controllo la patologia.

Il gioco/app è stato sviluppato insieme all’aziende Ayogo Health e Diabetes UK e cerca di incoraggiare i bambini a registrare i loro livelli di glucosio nel sangue su base regolare. Il game, infatti, è dedicato ai bambini di età dai 6 e 13/14 anni con diabete di tipo 1 che stanno iniziando ad avere delle responsabilità crescenti per i test e la registrazione della propria glicemia. L’applicazione Monster Manor funziona tramite un sistema di gamification per premiare i bambini che tengono monitorato il livello di glucosio nel sangue con incentivi all’interno del gioco. Nello spirito che “ogni test è un buon test” ogni volta che viene effettuato, il gioco premia con una moneta d’oro, con cui i bambini potranno creare mostri, sbloccare stanze e avanzare all’interno di Monster Manor.

Il gioco è integrato, inoltre, con il  BlueLoop diabetes tracking app, che permette ai bambini di accedere facilmente a tutte le loro informazioni sul diabete e ai genitori di monitorare e restare informati sempre e ovunque.
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Oscar Lambrughi

DynaMed e la medicina basata sulle evidenze

giugno 27, 2013 in Case Studies

Oggi voglio parlare della medicina basata sull’evidenza e di come il web favorisce lo scambio e la diffusione di informazioni e documenti medico scientifici, indispensabili ai medici e agli operatori sanitari (e-physician).

La medicina basata sull’evidenza (EBM – Evidence based Medicine) integra l’esperienza professionale del medico con le conoscenze e le informazioni delle evidenze scientifiche derivate da ricerche sistematiche.
Il medico tradizionalmente, infatti, pratica in base alla propria esperienza e a osservazioni personali (quindi diagnosi, indicazioni sono dipendenti al livello di aggiornamento e all’affidabilità delle fonti utilizzate dall’operatore sanitario). L’EBM propone, invece, un nuovo paradigma, secondo cui le osservazioni e l’esperienza si integrano con le conoscenze di evidenze scientifiche, che sono facilmente consultabili in particolari database disponibili in rete.

Le banche dati online e gli aggregatori di informazioni forniscono di fatto un importante e fondamentale strumento conoscitivo per il medico e le aziende sanitarie, oltre che un utile mezzo per l’aggiornamento medico continuo.

dynamedDynaMed, per esempio, è un strumento a pagamento, realizzato da EBSCO, per il supporto decisionale basato sulle evidenze scientifiche. Leggi il resto di questa voce →

Oscar Lambrughi

FindZebra, il motore di ricerca per i medici sulle malattie rare

maggio 28, 2013 in Case Studies

FindZebra è un progetto per un motore ricerca specializzato nelle malattie rare, destinato esclusivamente a medici professionisti, che devono affrontare una diagnosi complessa.
Le malattie rare, infatti, sono difficili da diagnosticare e questo portale vuole essere un utile supporto ai medici in cerca di ipotesi diagnostiche.

Il termine “zebra” è utilizzato nel gergo medico per indicare una diagnosi sorprendente, coniato nel 1940 da un professore dall’University of Maryland School of Medicine che così descrisse una diagnosi complessa e inaspettata “When you hear hoofbeats behind you, don’t expect to see a zebra”.

findzebra

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Oscar Lambrughi

L’E-mental health: il caso inglese

febbraio 21, 2013 in Case Studies

e-mental-healthIl 30 gennaio scorso il National Health Service (NHS), sistema sanitario nazionale inglese, ha pubblicato un report in cui si parla degli effetti positivi dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) per migliorare e curare la salute mentale dei cittadini.

Il tema principale del documento è dunque quello dell’e-mental health e in questo post desidero riassumerne i punti principali perché ,avendo parlato in post precedenti di e-health , è molto interessante vedere una possibile applicazione di tali tecnologie in un area terapeutica, quella dei disordini mentali, in cui sia la cura che la prevenzione stanno diventando fondamentali con l’aumentarne dell’incidenza di questo tipo di disturbi sulla popolazione.

I servizi di e-mental health comprendono delle terapie che vengono somministrate da remoto via internet o via telefono. Questi servizi possono comprendere una generale promozione di un corretto stile di vita, un intervento preventivo per condizioni non ancora di tipo clinico e servizi di consulenza e supporto attraverso gruppi di chat, fino ad arrivare alla somministrazione via internet di terapie cliniche da parte di medici specialistici.
L’esigenza di somministrare questi servizi attraverso i nuovi supporti tecnologici scaturisce principalmente dalla necessità di diminuirne l’incidenza sulla spesa della sanità nazionale. Da una parte aumenta la percentuale delle persone che potenzialmente potrebbero essere affette da qualche patologia o disturbo mentale, dall’altra i sistemi sanitari si vedono costretti a trovare delle soluzioni efficaci in grado di abbattere i costi. Nel caso del Regno Unito, la percentuale della popolazione che potrebbe essere affetta da disordini mentali è passata dal 15.5% del 1993 al 17,6% del 2007 e un report recente della London School of Economics ha stimato che solo un quarto di coloro che sono affetti da disturbi d’ansia in Inghilterra sono in trattamento. Inoltre il Center for Mental Health ha calcolato che i costi derivanti dai disturbi mentali in Inghilterra ammontano a 105,2 miliardi di sterline e il sistema sanitario nazionale ha stimato che, per riuscire a soddisfare la crescente domanda, dovrebbe riuscire a risparmiare 20 miliardi di sterline entro il 2014 per poterli reinvestire in servizi per migliorare la salute mentale dei cittadini a livello nazionale.
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